scienze in cucina

Thursday 26 january 2012 4 26 /01 /Gen /2012 17:42
Fisiologia e Biochimica
Lo squilibrio biochimico.
Che voi ci crediate o no, una carenza di vitamina del gruppo B,puó portare uno squilibrio biochimico dalle conseguenze devastanti per l´organismo umano. In particolar modo, la vitamina (B1) porterebbe un notevole aumento dell´acido piruvico nel sangue e nei tessuti, in specialmodo nel sistema nervoso. Tenete bene a conto, che questo acido altro non é che un prodotto intermedio della degradazione dei carboidrati: tutto ció indica a noi ignoranti che la vitamina B1 agisce quale coenzima nell´utilizzazione dei glucidi. Nel 1912 Funk riuscí ad isolare la prima di esse gli diede il nome di vitamina,poiché il fattore da lui studiato,e cioé la vitamina B1, conteneva una funzione aminica. Da Funk in poi gli studi sulle vitamine si sono succeduti, rivoluzionando lo studio della nutrizione,dando vita ad una nuova pagina nello studio della biochimica.
Queste sostanze organiche aventi specifica composizione chimica,sono in piccole quantitá,necessarie, all´organismo animale,perché esercitano in esso funzioni diverse:prendono parte in modo attiva a tante azioni enzimatiche,quali coenzimi(gruppo B). In pratica queste vitamine altro non sono che il mezzo di locomozione nel trasferimento di energia,e nel controllo di numerosi processi metabolici. A differenza  dei glucidi,dei protidi,e dei lipidi, non forniscono né energia, né unitá strutturali di sostanze costruttive del corpo,ma Attenzione con la "A"maiuscola perché quest´ultima affermazione oggi é messa seriamente in discussione, poiché,vi faccio un esempio, se il complesso B,entra nella costituzione dei coenzimi,ponderatamente valutabili,e cioé in parole terra terra sono da considerarsi strutture degli organismi viventi.
La classificazione piú accettabile é in base alla loro diversa solubilitá in acqua e in grassi:
In quanto non mi risulta ci siano  relazioni esistenti di costituzione chimica e di attivitá biologica tra le varie vitamine.Una volta assunta la tiamina con gli almenti,si presenta nel nostro intestino in forma libera oppure come fosfoestere, nel caso in cui viene poi sottoposta ad idrolisi dalle fosfatasi.La forma libera della vitamina viene assorbita da due diversi meccanismi: uno detto di trasporto attivo saturabile ed una di trasporto passivo non saturabile.
Disturbi a carico dell´ apparato digerente,disturbi gastro-intestinali,anoressia,astenia muscolare,edemi diffusi sopratutto alle caviglie e al viso,ma anche disturbi del sistema nervoso e del cuore.Possono essere i primi campanelli d´allarme per questo tipo di avitaminosi.Ovviamente nei casi piú accentuati es: viene colpito nelle forme piú gravi il sistema nervoso, fino all´atrofizzazione dei muscoli  del polpaccio delle gambe e puó subentrare anche la morte per un insufficienza cardiaca.
"MA ´nuje nun voulimme murí"!!!(Noi non vogliamo morire!!!)
Quindi: vediamo dove é possibile trovare questa vitamina. E come cucinarla al meglio:é molto diffusa in natura, in modo specifico nel regno vegetale; forse il piú alto contenuto é registrato nel germe di grano e nella crusca dei cereali; é possibile trovare questa dea della salute anche nel mondo animale in particolare negli organi:quali rene,fegato,cuore.
Cosa bisogna evitare,nella preparazione di alcune ricette per non perdere il suo beneficio.É sensibile alle forti temperature.É fortemente idrosolubile cosa comporta: ad esempio un vegetale come gli spinaci ricco di tiamina portato in cottura perde circa il 50% di vitamina B1.Fumo,caffé,etanolo,quindi alcol,ne stoppano l´assorbimento da parte dell´organismo,quindi i benefici vanno a farsi friggere.Paradossalmente un iperdosaggio giornaliero sono concausa nel tempo di intossicazione acuta talvolta,mortale con vasodilatazione periferica,convulsioni generalizzate e depressioni dei centri respiratori.Queste le cifre:1,2- 1,8 mg.il fabbisogno quotidiano nell´individuo adulto,valore che dipende  esclusivamente dal tipo di dieta seguita.
Ricetta semplice semplice:
Rucola,Spinaci,(a crudo)E Gamberoni: ( Gamberoni 2 a porzione) 
Ovviamente freschi,lavateli bene in acqua corrente,arrostite a parte due gamberoni e conditeli con una battuta di aglio,un cucchiaio di olio d´oliva,un pizzico di rosmarino in polvere,sale e il succo di mezzo limone. Tagliate due pomodorini del tipo ciliegina. In piccoli dadini,e mischiate il tutto con la rucola,spinaci,e gamberoni.prendete un piatto di portata metteteci sopra due fettine di bresaola,sottilissime due scaglie di parmigiano un cucchiaino d´olio di oliva,mezzo cucchiaino di aceto balsamico.E infine adagiatevi sopra,la rucola con i gamberoni etc.
 
  Tiamina o Vitamina B(1)
                                                                       
Di antonio,felice caiazzo - Pubblicato in : scienze in cucina
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Monday 15 february 2010 1 15 /02 /Feb /2010 10:50




Geologia dei vini:

Ho giá citato in altri articoli la trasplatazione della vite sul nostro territorio, e della sua diffusione in tutta europa,grazie ai nostri avi i "Romani".Vi ho parlato anche del ruolo svolto da parte della chiesa cristiana cattolica,a lei si deve  molto, é stata fondamentale,infatti furono i monaci a salvare  questa coltura,proteggendo e rilanciando la vitecoltura dopo la caduta dell´impero romano.Poi altre cose si possono leggere su riviste specializzate, ho guardando programmi "TV" dove si possono ascoltare professori di scienze                        dell´alimentazioni, nutrizionisti,agronomi,e quant´altro. Quello che secondo me manca,é l´informazione su un ingrediente molto importante nel mondo enogastronomico.E cioé il ruolo fondamentale che ha una profonda conoscenza del propio territorio nei suoi aspetti geologici e naturalistici.Ma questo é un mio punto di vista forse perché io sono uno che cura piú la conoscenza in termini scentifici, che gli errori di ortografia a cui sono soggetto.O forse solo perché un luogo comune vuole che i geologi siano dei buongustai,estimatori della buona tavola.Infondo che c´é di piú bello di un incontro a tavola con una  bella bistecca fumante e un bicchiere di nettare di "Bacco".dopo una faticosa giornata passata all´aperto a fare rilievi.A parte i luoghi comuni,é bene dire che i nostri vini hanno acquistato un ruolo importante nel mondo negli ultimi anni questo a testimonianza che si é fatto molto.Ma che manchi ancora qualcosa é inevitabile, basti pensare come la natura dei terreni assume un importanza fondamentale; Non a caso nelle lunghe certificazioni D.O.C. é previsto una relazione geologica molto dettagliata.Questo perché oltre ai fattori climatici che sono in grado di influenzare positivamente o negativamente sul prodotto finale,sicuramente prima di questi vi é la costituzione litologica del substrato roccioso.Perché questo influenza direttamente i caratteri organolettici del vino.Inoltre basti pensare che la cultura della vite in italia é vecchia minimo di tremila anni,pensate che i resti fossili della vite conosciuta in letteratura scentifica con il nome vitis vinifera sono stati rinvenuti entro roccie addirittura di etá Miocenica: Non so se mi spiego , parliamo di terreni che hanno qualcosa come 10-20 milioni di anni.Quindi abbiamo a che fare con una pianta che di ere geologiche ne a viste  tante quindi si puó tranquillamente affermare che é un intenditrice di "ere geologiche". Lo so, voi vi chiederete questo come fa ad affermare queste cose.Semplice queste nozioni che vi trasmetto sono il frutto della mia curiositá scentifica,e di incontri a tavola con mio cognato che guarda caso é geologo, é un estimatore della buona tavola,ed é un divulgatore del suo sapere scentifico,che si rifa alla corrente "DE CRESCENZIANA" del tipo cosí parló bella vista. In questo modo sono riuscito ad arricchire la mia smania di sapere, associandola poi ad uno dei mestieri piú belli l´arte culinaria. devo molto a quelle serate trascorse tra uno spaghettino e una nozione scentifica.Ricordo che durante una di queste cene mi venne l´idea di avvicinarmi ai vini studiandoli da un punto di vista geografico,e durante questo mio interessamento per questo studio ovviamente limitato allo stretto necessario, a quello che mi poteva tornare utile nel mio campo lavorativo. Scorsi con mio stupore l´importanza della geologia nello studio del vino,e la mancanza di informazione in tale direzione: Es. La mancanza delle varie schede dei vini .
Elenco dei vitigni per regioni, glossario dei termini geologici,i vini del granito,dei vulcani,vini dei calcari,vini delle argille.Mi resi conto che mancava uno studio informativo di scienze                        dell´alimentazione associato allo studio dei terreni,per poter tracciare una mappa completa del prodotto finale.Mi sono accorto durante  questo viaggio che geologia e vino sono un binomio veramente azzeccato. 
Questa  piccola ricerca mi ha portato a scoprire le aree viticole italiane,e a capire l´importanza della "roccia madre". Che é in grado di influenzare notevolmente lo sviluppo e la qualitá della coltura,in virtú della sua specifica composizione chimica.                Quest´ultima determina per esempio l´aciditá o la basicitá del suolo.Due fattori che incidono notevolmente sulle propietá organolettiche del vino.Se noi scavassimo una trincea lungo i filari di un vitigno troveremmo la seguente serie stratigrafica.Dall´alto verso il basso la serie stratigrafia si presenterebbe in questo modo: A:) suolo,b)terreno sciolto,c)roccia madre.Il ruolo primario viene svolto sicuramente dalla roccia madre, in quanto fornisce il materiale primario per la formazione del suolo.esistono casi in cui il subtrato roccioso viene direttamente coltivato,si tratta delle aree montane,o collinari,dove la roccia madre é praticamente affiorante.Parliamo comunque di roccie tenere,come le "M. delle langhe",che sono piú aggredibili da parte degli agenti atmosferici.Mentre di maggiore difficoltá é sicuramente la coltivazione della vite dirattamente sui banchi massicci calcari,o graniti. Come puó accadere per il "Vermentino di Gallura",sempre a patto che la roccia sia ricoperta da un adeguato substrato di terreno sciolto.frutto dell´alterazione del substrato originario. Quest´ultimo cosa fa grazie ai suoi elementi chimici piú rappresentativi influenza marcatamente il gusto del vino. Ma non voglio addentrarmi oltre perché la cosa diventerebbe molto complessa e rischierei di non capire e di non farmi capire. Quindi mi limito solo a darvi un elenco dei vitigni e a citarvi alcuni minerali che influenzano il vino grazie alle caratteristiche territoriali.
Vediamo qualche esempio relativo alla zona caninese,con qualche riferimento anche ad altri vini italiani. Cosa bisogna sapere,
es: Una roccia calcarea,ricca in calcio conferirá al vino finezza e robustezza.É il caso dei vitigni impiantati sulla estesa placca travertinosa della piana del riminino,questi ri guarda anche il moscato di qualitá che viene prodotto dai terreni di natura calcarenitica,anche nel caso del prosecco di conegliano valdobbiadene,il substrato é calcareo.Mentre il potassio,ricco nelle nostre roccie vulcaniche, da uve molto zuccherine.É il caso del nostro greco di tufo,un bianco proveniente dalle pendici del vesuvio e dai rilevi collinari dell´avellinese,su affioramenti di lave leucititiche e di tufi a granulometria grossolana.(con strati a lapilli,e pomici.)IN QUANTO FAVORISCONO UNA BUONA AREAZIONE DEL TERRENO: Non ultimo l´aglianico di vulture, che cresce principalmente sui prodotti piroclastici dell´omonimo apparato vulcanico.Il moscato di pantelleria che cresce sulle lave basaltiche dell´omonima isola.Anche la cannaiola cresce intorno al lago di bolsena su prodotti piroclastici.Un´ altro elemento che contribusce a dare finezza al vino é il fosforo,presente sia nelle roccie vulcaniche che in quelle sedimentarie.Dove i terreni presentano una matrice argillosa e rossastra abbiamo una presenza ricca di ferro, quindi é possibile ottenere dei vini ad alta gradazione alcolica e ricchi di colore,questi terreni affiorano intorno alla diga del timone,alle falde dei monti canini,sugli affioramenti conglomati poligenici del miocene,(in corrispondenza del poggio pidocchio).
Poi ci sono vitigni che crescono su terreni argilloso - sabbiosi.Ricoperti peró da un substrato di natura calcarea. É il caso del "primitivo di mandura", una buona componente argillosa la troviamo anche sul subtrato del rinomato vino piemontese il barolo.Costituito  da roccie marnosocalcaree del miocene.Brachetto d´acquí,che cresce su marne e arenarie. O il trebbiano di romagna coltivato sulle colline di origini marine a componente argilloso-sabbioso. Anche i piú famosi toscani(tra quale il: Brunello di Montalcino,il Nobile di Montepulciano, ed il Chianti .) Coltivati principalmente su terreni argillosi o argilloso- sabbiosa.Il rinomato Asti Spumante proviene da terreni arenacei sciolti a granulometria sabbiosa.All´opposto dei vigneti del brunello,del nobile,e del chianti troviamo vigneti impiantati su terreni ricchi di sostanze azotate.I quali presentano un basso grado alcolico e un gusto piú grossolano.Per ultimo vi presento un vitigno del trentino il Teroldego Rotaliano,che viene coltivato su alluvioni grossolane,provenienti da roccie calcaree e dolomitiche.Al disopra della roccia madre troviamo il "terreno sciolto"il quale puó avere da pochi decimetri,sui versanti montuosi,a parecchi metri nelle aree di fondovalle.Comunque se il terreno sciolto é molto grossolano,si puó verificare una bassa concentrazione di sostanze nutrienti,con la conseguente riduzione della fertilitá.Un ingrediente importante é il drenaggio, ovvero la capacitá da parte del terreno di farsi attraversare dalle acque ruscellanti,senza che si verifichino ristagni dannosi.Morale della favola, prima di passare a una degustazione. O prima di iscriversi a dei corsi di poche ore di degustazione con la pretesa di essere degli esperti,  alla fine della serata ricordatevi questo:Per percepire davvero il gusto di quel rosso o di quel bianco, non basta un piccolo corso di poche ore o di qualche mese,ma bisogna conoscere profondamente il propio territorio,in termini geologici per poter leggere i caratteri dei vini.
Bisogna conoscere le componenti dei terreni per poter  in modo inequivocabile  dare un attestato alla qualitá, al bouquet,al colore,e al gusto.
io vi saluto dicendovi cin cin.




 

Di antonio,felice caiazzo - Pubblicato in : scienze in cucina
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Friday 2 october 2009 5 02 /10 /Ott /2009 13:21




Salsa guacamole e tortillas:

ci sono tanti modi per preparare il guacamole un infinitá di varianti.
io che sono ossesionato dalle cose semplici vi do una ricetta molto semplice.

La polpa di un avocado, passata al mixer con una sessantina di grammi di cipolla di tropea,un lime,sale,coriandolo fresco,peperoncino verde. non usate il frutto se annerito,darebbe un profumo e un colore sgradevole alla salsa.non usate un frutto troppo duro perché ancora acerbo non darebbe il risultato sperato.
mettere tutto in un mixer il lime si aggiunge per non fare annerire la salsa,e perché e meno invasivo nel gusto rispetto al limone.

non dimenticate il lime,sennó quel fetente di enzima di nostra conoscenza, e cioé "l´enzima polifenolossidasi, ci fará dannare perché con l´utilizzo dell´aria il fetente va ad ossidare i polifenoli,formando una serie di composti bruno nerastri.
che annerirá la nostra salsa.il nostro lime o l´acido citrico hanno la funzione di rallentare l´attivitá dell´enzima che in presenza di acidi rallenta notevolmente i principi di ossidazione.
coprite poi la salsa con pellicola trasparente e riponete in frigo.
tenendo presente che coprendo la salsa si  sottrae ossigeno questo é un´altro modo per evitare l´imbrunimento del prodotto.lasciatelo riposare in frigo e preparate delle tortille, a base di mais la ricetta la troverete    nell´articolo due piccioni con una fava.ciao!

 ah! ps. va bene come aperitivo. potete servire con un miscuglio a base di zucchero distillato "acquavite di zucchero di canna",con succo di lime ghiaccio, triturato finemente zucchero moltissimo ghiaccio.tipica bevanda brasilera.
Di antonio,felice caiazzo - Pubblicato in : scienze in cucina - Community : Turismo Mare News Politica
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Friday 25 september 2009 5 25 /09 /Set /2009 11:12


Meringhe francesi con zucchero solido aggiunto a freddo.

100g.albume
200 di zucchero a velo
un cucchiaio di cremor di tartaro
un cuchhiaino di limone.

uova possibilmente fresche per rendere la meringa piú stabile.
uova appena tolte dal frigo perché per via della differenza della viscositá, che c´é tra tuorlo e albume piú é bassa la temperatura piú é facile separare il tuorlo dall´albume.

perché ogni piccola traccia del rosso d´uovo o di grasso ne impedirebbe la montatura.

lo zucchero deve essere sempre a velo e sempre in proporzione
il doppio dell´albume. es.100g. di albume 200 di zucchero e cosi via.

usate  l´acciaio o il rame (il rame stabilizza di piú ) non usate ferro ne alluminio perché questi due metalli colorano l´albume.

non aggiungete sale nemmeno un pizzico perché il sale destabilizza il composto. lo zucchero a velo non é obbligatorio peró influenza la grana. si inizia sempre a sbattere  l´albume a bassa velocitá aumentando man mano che l´albume monta.

usate un recipiente attondito in gergo culinario si chiama bastardella.

se userete il rame  il tempo di battitura sará piú lungo ma il prodotto sará piú stabile,perché il rame forma un complesso  con   l´ovotransformina.

aggiungeteci un pó di pH. acido  di potassio (cremor di tartaro)
o acido citrico due tre goccie di limone.serve a mantenere le meringhe bianche e aumentare la stabilitá.

non mettete piú di un paio di goccioline perché troppo acido
destabilizza la montatura.

cottura circa 60 gradi *C per due ore due ore e mezza.potete mettere anche una forchetta nella porta del forno.tenendo lo sportello aperto del forno comunque la temp. va mantenuta
sui sessanta.una volta trascorse le due ore e mezza si saranno asciugate. se alzate la temp. oltre i cento gradi i tempi di cottura si riduranno ma le vostre meringhe si coloreranno di un marroncino chiaro.
mentre per le meringhe italiane si usa preparare uno sciroppo di zucchero.ma il restante é uguale. 
Di antonio,felice caiazzo - Pubblicato in : scienze in cucina - Community : Turismo Mare News Politica
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Saturday 12 september 2009 6 12 /09 /Set /2009 10:02

Grazie mirko: fa bene ricevere ogni tanto un attestato di stima,e mi ha fatto piacere sapere che le notizie che ci siamo scambiati ti siano state di aiuto, nel corso del tuo programma di studio di   quest´anno,
e mi ha fatto ancora piú piacere sapere che hai avuto un buon voto.

sappi comunque che io non sono un genio come tu mi hai definito,ne uno studioso eccelso.sono solo uno molto curioso,e comunque cerca di non somigliarmi troppo.

avresti solo problemi.

P.s. sappi che sono io che imparo tanto da voi. a proposito le foto della gita che avete fatto a "Gubbio sono davvero divertenti".

di a paola di non mangiare molto, e a sara visto che il suo "PC" non funziona; digli che il mio non é da meno,digli anche per quanto riguarda,il gelato  per evitare la cristallizzazione si deve usare lo zucchero invertito. non é assolutamente facile trovarlo in commercio.per lo meno in germania non so da voi a "Roma", se si riesce a trovare."che cosa é lo zucchero invertito,é una composizione di saccarosio, glucosio,e fruttosio,acqua e il resto  sono dei residui insolubili vari.
viene usato molto in pasticceria nei dolci nei gelati e nelle caramelle,perché ha il dono di abbassare rapidamente il punto di congelamento;ha una grande affinitá con l´acqua, quindi questo gli permette di mantenere il prodotto piú umido. usando quindi lo zucchero invertito avremmo delle torte o delle leccornie con un punto di umiditá superiore,evitando cosí che si possano seccare restando all´aria meno facilmente. viene usato nelle preparazioni delle glasse e coperture di zucchero.nella preparazione di caramelle, evitando come dicevamo la cristallizzazione.inoltre lo zucchero invertito favorisce la famosa reazione di"Maillard". se gli dovesse ancora occorrere lo zucchero invertito,ci sono due sistemi il piú semplice sarebbe quello di usare del miele poco aromatico diluirlo nell´acqua o farlo da se. ovviamente  per darti un´idea devi sapere che hai bisogno di zucchero da cucina il normale saccarosio di un acido,non pensate neanche lontanamente di usare l´acido muriatico che per persone poco esperte é pericolosissimo.usate sempre acidi come: l´acido citrico,o l´acido tartarico,sappi inoltre che la reazione di idrolisi é tanto piú veloce quanto piú basso é il "pH."(quindi la soluzione deve essere molto acida.)e tanto piú alta deve essere la temperatura.ti faccio un esempio supponiamo di partire da 1000g. di zucchero e di avere aggiunto all´acqua il succo di un limone.(un limone ha un pH.intorno al 2/3,portanto questa soluzione di acido citrico acqua e zucchero ad una temperatura di ottanta gradi*C.occorrono un paio d´ore per trasformare i primi 500g. di saccarosio in zucchero invertito perché gli altri 250g. si trasformino occorrono altre due ore,gli altri 125g. altre due ore e cosí via.per arrivare ad una purezza del 99,99% occorrono circa 97 ore.ad un pH2/3 ed a una temperatura di 80 gradi centigradi.alla fine partendo dal normale saccarosio ti ritroverai con una soluzione approssimativa del 27 %,di saccarosio,23% glucosio,23% fruttosio,il 18 % di acqua e residui insolubili vari. le percentuali citate sono approssimative e solo per farti capire grosso modo la composizione del composto finale. ciao mirko ti devo lasciare, saluta tutti i ragazzi e buon anno scolastico a tutti voi.  
 
Di antonio,felice caiazzo - Pubblicato in : scienze in cucina
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