Tuesday 3 april 2012 2 03 /04 /Apr /2012 10:59

Pesce di mare e di acqua dolce

Vi siete mai chiesti perché 

i pesci e gli altri prodotti ittici marini sono generalmente più saporiti di quelli d’acqua dolce?-La prima cosa che ci potrebbe venire in mente sarebbe: poiché l’acqua di mare contiene circa il tre per cento di cloruro di sodio, il comune sale da cucina, si potrebbe pensare che questa sia la spiegazione della loro maggior sapidità: la maggiore salinità delle loro carni.

 

In realtà la concentrazione di cloruro di sodio nelle cellule dei pesci, sia di mare che di acqua dolce, non è molto diversa da quella dei mammiferi di terra, ed è inferiore all’uno per cento. Una concentrazione superiore impedirebbe ai normali cicli vitali di operare correttamente. Le membrane biologiche tuttavia permettono il fenomeno dell’osmosi:(detto tra noi ed apro una parentesi due punti(:) la concentrazione totale di sostanze disciolte in acqua, ai lati opposti della membrana, deve essere la stessa. In caso contrario l’acqua fluirà dalla zona a minore concentrazione a quella più concentrata. Poiché i pesci di mare “respirano” l’ossigeno contenuto nell’acqua e ingoiano acqua salata è necessario che all’interno delle loro cellule vi sia una quantità maggiore di sostanze disciolte per equilibrare la diversa pressione osmotica (questo è il termine scientifico) ai due lati della membrana. richiudo la parentesi nella speranza che abbiate afferrato il concetto). Ora c´é da dire che non 

 potendo aumentare la concentrazione di cloruro di sodio la maggior parte delle creature marine accumula nelle cellule alcuni aminoacidi.(gli aminoacidi ,sono i mattoncini che messi l´uno sull´altro formano le proteine, e visto che ho aperto nuovamente una parentesi, datemi almeno la soddisfazione di richiuderla).Aminoacidi in particolare la glicina, dal sapore dolciastro, e l’acido glutammico insieme al suo sale, il glutammato, che ha il potere per dirla: all´(Ignazio la Russa) diciamocelo.... di esaltare i sapori. Soprattutto i compari  molluschi ne sanno qualcosa.

 

Molti pesci invece, oltre agli amminoacidi, per bilanciare la pressione osmotica accumulano una sostanza inodore e insapore, la trimetilammina N-ossido.Aktung!!!-In vita inodore!- Questa sostanza, dopo la morte, viene convertita dagli enzimi presenti e dai batteri nella trimetilammina, il cui forte odore noi associamo al pesce di mare non più fresco. Altri pesci, come gli squali e le razze, accumulano l’urea, una sostanza amarognola e leggermente salata. Anche questa sostanza, dopo la morte dell’animale, viene rapidamente degradata, formando ammoniaca, dal caratteristico odore pungente.

 

i cugini d’acqua dolce(pesci), non dovendo bilanciare la pressione osmotica esterna, non accumulano queste sostanze nelle loro cellule e quindi hanno un sapore più blando. Tutto sommato puzzano di meno quando non sono più freschi.Cosa vogliamo aggiungere, spendiamo due parole, sulla loro conservazione due punti(:)punto e virgola(;) !-Vogliamo dire che poiché

 

 i pesci normalmente vivono a temperature piuttosto basse, i loro enzimi non smettono di lavorare neanche quando sono raffreddati a temperature poco inferiori allo zero. Per questo motivo il pesce surgelato continua, sebbene più lentamente, la sua degradazione. Durante il periodo di surgelazione gli enzimi producono la dimetilammina, dall’odore vagamente ammoniacale. Per fermare gli enzimi si devono raggiungere temperature molto più basse di quelle raggiungibili in un normale freezer casalingo, per cui non conservateci i pesci troppo a lungo.

 

In più, le proteine delle fibre muscolari dei pesci sono particolarmente sensibili al congelamento. Si denaturano facilmente, perdono cioè la loro struttura, e quando il pesce viene riportato a temperatura ambiente la carne può risultare asciutta e fibrosa.

 

L’angolo chimico?-vi interessa?-Vi interessa? Eh! Se...vi interessa. Curiosoni!

2,6 Dibromofenolo, uno dei responsabili dell’”odore di mare”

I pesci di mare spesso hanno anche un vero e proprio “odore di mare”. Le molecole responsabili di questo aroma sono i bromofenoli (monobromofenoli, 2,6-dibromofenolo, 2,4,6-tribromofenolo).Apro la classica parentesi e vi spiego:( questi nomi strani appena citati, sono molecole  prodotte da alghe e altri organismi marini a partire dal bromo, un elemento abbondante nell’acqua di mare.Quando vi trovate davanti ad un bel paesaggio marino tipo Amalfi,Sorrento; e sentite quel profumo di mare molto accentuato e la prima cosa che vi viene in mente di dire:é...- che bella aria si sente.... é inutile questo iodio.. é -un toccasano per  la  salute..ehm..  i bambini hanno bisogno di respirare quest´aria!- Vi siete mai visti allo specchio in quel momento,il vostro viso sprigiona una soddisfazione come posso dire: sembrate il conduttore di Vojager.Mi dispiace dovervi deludere quell´odore di mare non proviene dal iodio,bensí. Le onde che si infrangono sulla costa diffondono i bromofenoli nell’aria che non sono una parolaccia. e noi ne percepiamo l’odore caratteristico che associamo al mare. I pesci che mangiano queste alghe, o che mangiano animali che si cibano di alghe, assumono questo aroma. I pesci di allevamento non hanno questo aroma a meno di non aggiungere dei bromofenoli nel mangime. E chiudo la parentesi).

Mentre  nei cugini di acqua dolce accade questo:

Alcuni pesci di acqua dolce invece, specialmente quelli che vivono sul fondo come le carpe, possono avere un aroma e sapore “fangoso”.ció accade perché esistono due responsabili :  sono la geosmina e il metilisoborneolo,cosa sono?- Sono due molecole  prodotte da chi?- Come da chi , dalle alghe!-  Pssss...Pssssss....(Sottovoce).

 

I pesci sono anche ricchi di acidi grassi polinsaturi, come gli ormai famosi omega-3. Questi vengono trasformati naturalmente da vari enzimi (come la lipossigenasi) per formare aldeidi, chetoni e alcoli,questi enzimi sono i responsabili  dell’odore, con note erbacee, del pesce appena pescato.(N.B. il nostro organismo,non é ingrado di produrre da solo questi acidi polisaturi.  importanti come gli omega-3 :l´unica possibilitá é quella di immetterli  per vie esterne; per questo gli ambulanti del pesce - da noi a Napoli gridano: Signó mangiateve o´pesc´ca ve fa bene!-(Traduzione) Signora mangiatevi il pesce che vi fa bene!- Vi dico questo perché qualche malalingua del nord sostiene ci sia un doppio senso!- Io intento sfatare queste dicerie popolari;A Napoli noi non siamo abituati ai doppi sensi, macché!- noi siamo abituati al massimo alle doppie file.Quindi mi sento di dire: che nostri ambulanti non sono come quelli del nord- loro si preoccupano per davvero della salute dei loro clienti. soprattutto se sono di bella presenza e possibilmente in gonnella.Al sud- é il caso di dirlo la gente é piú calda piú affettuosa é un fatto ormonale. No guardate che la mia non é ironia. ) 

 

L’angolo chimico: Vi interessa?-

La dove percepiamo un aroma fangoso in alcuni pesci di acqua dolce la responsabile é la geosomina: mentre gli odori  che associamo a piante verdi tipici dei pesci di acqua dolce provengono da composti a sei atomi di carbonio: apro una parentesi due punti(:) e vi faccio un piccolo( es. se era grande scrivevo esempio per esteso due punti(:) etc.

 esenale, trans-2-esenale, cis-3-esenale) come vi ho detto questi forniscono odori di piante verdi. Sono tipici dei pesci di acqua dolce anche questo                l´abbiamo giá detto!- E sono invece solitamente assenti nei pesci di mare. Le molecole a otto atomi di carbonio (es. 1-otten-3-olo, 1-otten-3-one, 1-cis-5-ottadien-3-olo, 1-cis-5-ottadien-3-one) sono presenti nella maggior parte dei pesci e prodotti ittici. Sono responsabili di odori vegetali più intensi, come di foglie di geranio stropicciate, e di tipo metallico. I composti a nove atomi di carbonio (es. 3,6-nonadienale, 2,6-nonadienale, 3,6-nonadien-1-olo) sono presenti solo in alcuni pesci, specialmente d’acqua dolce, e impartiscono aromi simili al melone e al cetriolo. Se volete una bella ricetta: andate all´articolo "Francia corta, troverete una ricetta che si perde nelle tradizione del luogo qualcuno dice che é una ricetta del 700." Le Tinche. vi do questa ricetta che potete anche sostituire con altri pesci di lago o di fiume simili,anche perché sono ricchi di omega-3.Buon appetito e alla prossima.

Di antonio,felice caiazzo
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Monday 2 april 2012 1 02 /04 /Apr /2012 09:19

Paste di qualitá:

3

 

Nella fase successiva passiamo al confezionamento!

Ovviamente, questo é un viaggio veloce ci sarebbbe da aggiungere molto altro ancora, ma per adesso accontentatevi di questo;- infondo...infondo chi si accontenta gode.

 

Confezionamento:

Da quí inizia la fase di riconoscimento di un buon prodotto: le cose da tener presente sono; l´etichetta

un buon prodotto cita in modo chiaro i valori nutrizionali e la composizione degli ingredienti:

attenzione i vari formati devono presentarsi uniformi,sia nella lunghezza che nel diametro. Le caratteristiche organolettiche dipendono sopratutto dal tipo di farina impiegata. La pasta di buona qualitá non deve presentare colore opaco o biancastro in tal caso non sono state impiegate farine di qualitá, ma bensí sfarinati,che oltre al colore; spesso é possibile constatare anche un irregolaritá nei formati sia per quanto riguarda la lunghezza, sia per quanto riguarda il diametro.

La pasta di qualitá non dovrá presentare rugositá né avere odore particolarmente pronuciato. Le semole di qualitá conferiscono alla pasta un aspetto traslucido e colore giallo ambrato. Approfondiremo ancora questo discorso,-un tantino alla volta, come piace fare a noi tra un caffé e l´altro. Senza fretta, ciao al prossimo viaggio.

Di antonio,felice caiazzo
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Monday 2 april 2012 1 02 /04 /Apr /2012 09:10

 

LA PASTA DI QUALITÁ:

PARTE 2

 

Siete curiosi?- Dite la veritá volete sapere cosa accade?- Vi faccio accontentare, ridó la parola a mio padre state bene attenti;- mi raccomando!

 

In pratica si forma il glutine, gli enzimi entrano in attivitá compiendo il loro dovere mentre i granuli di amido vengono imprigionati nei primi filamenti glutinici.

A questa fase si sussegue la : " Gramolatura.Papá spiegati meglio!-Va bene:" la gramolatura é la fase che serve  a portare una massa molliccia a diventare piú solida fino ad acquistare una consistenza piú solida e con maggior plasticitá.

A questa lavorazione si sussegue la foggiatura che si realizza per mezzo della trafila a superfice circolare o rettilinea,  oppure in trafile  aventi testate particolari.

Insomma si puó, affermare che da queste trafile viene fuori la pasta fresca molle,ma giá formata e tipizzata, pronta per la fase successiva: l´essiccazione.Dovete sapere che :

 

uscita dalla trafila la pasta ha un grado di umiditá pari al 32% circa, e questo non consentirebbe alla pasta di mantenersi integra nel tempo e ovviamente questa é la fase piú delicata: questa fase influirá molto sul risultato finale; bisogna abbassare la percentuale di umiditá da 32% a circa 12,5% é necessario in questa fase molto delicata, usare tanta perizia.

 Per la pasta fresca si usa un tipo di essiccazione veloce,in pratica la pasta passa attraverso due fasi di calore in modo rapido, questa viene detta di "incartamento", serve a mantenere il prodotto  e la forma inalterato e ne impedisce l´appicicamento.

Il prodotto perderá circa 1/5 di acqua che evaporerá.

Mentre per l´essiccazione vera e propia il processo é piú lungo e delicato, vengono somministrati colpi di calore,alternati a fase di riposo, in modo che tutta l´acqua venga tolta gradualmente dal prodotto.

A prodotto finito il grado di umiditá interna della pasta,

sará sui valori del 12%.

In questi ultimi tempi si applica per l´essiccamento della pasta il metodo noto come THT Bassano. Ma il discorso sarebbe lungo e poco interessante per il consumatore, che alla fine vuole solo essere informato su come acquistare un buon prodotto.

Di antonio,felice caiazzo
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Monday 2 april 2012 1 02 /04 /Apr /2012 08:57

LA PASTA DI QUALITÁ:

parte 1

 

Un viaggio attraverso la qualitá, e questa volta a guidare la macchina del tempo sará mio padre,pastaio doc.della Russo di Cicciano, Azienda in prov. di Napoli.Data inserita 1970, dieci minuti non propio comodi di viaggio ed eccoci quá. Inizia cosí il racconto:

La pasta di qualitá deve rispettare dei parametri: che vanno dalla scelta selettiva dei frumenti nei campi, quindi seguendo per tutto il tragitto il prodotto, dalla semina al raccolto. E una lavorazione eccellente sia dal punto di vista igenico e sia dal punto qualitativo. Quindi non basta solo la materia ma c ´é la necessitá di affidarsi a mani esperte durante la lavorazione.

 

 in questa azienda produttrice di pasta; mio padre era adetto alle miscelazioni delle varie semole impiegate nelle lavorazioni per le paste di vario tipo.

Mi raccontava che le semole passavano in una macchina che é detta in gergo"l´automatica", in questa macchina, la semola veniva idratata in misura di circa 30 litri di acqua per ogni quintale circa di semola. Tale idratazione durava circa 15 minuti; é ovvio che durante questa fase di lavorazione avvengono importanti modificazioni di ordine biochimico. "dal complesso glutenico-gliadinico.

 

Di antonio,felice caiazzo
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Saturday 31 march 2012 6 31 /03 /Mar /2012 10:00

COSA – MANGIAMO

CAPITOLO

4

 

lipidico.

Vivamente sconsigliata nelle persone affette da “anuria”: scarsa

produzione di urina; o in persone affette da epatopatie.

Questa è la presentazione in sintesi molto ristretta della glicina.

Ora vediamo come si presenta la carne di uso alimentare ai nostri occhi e come si distingue:Che faccio apro la parentesi?Ma si - apriamola:(connettivo bianco; piú ricco di collagene, che subisce modifiche per effetto del calore.

Connettivo giallo: piú ricco di elastina: che non subisce modifiche per effetto del calore.

Caratteristiche:

Il collagene, in acqua calda dapprima si contrae, poi, col procedere della cottura, in tempi piú o meno lunghi, gelatinizza,

conferendo morbidezza alla carne.

Mentre, l´elastina, a differenza del collagene che per effetto del calore diventa solubile; sciogliendosi e gelatinizzandosi; questa è una proteina insolubile; quindi con la cottura si gonfia e si accorcia, ma, non si scioglie. È resistente anche all´azione degli acidi, puó venire attaccata solamente dalla elastasi pancreatica. In quanto acidi come: pepsina, tripsina, chiomisina; gli fanno un baffo, avete capito?

Perché vi dico questo due punti(:)ma è chiaro….perché una volta reso solubile il collagene, si puó tranquillamente affermare che la morbidezza della carne dipenderá solo ed esclusivamente dal grado di denaturazione delle fibre muscolari, e dalla percentuale di elastina presente.)chiudo la parentesi.

Quindi è cosa buona e giusta!- ma questo non l´ho detto io; scegliere sempre i quarti non anteriori degli animali da macello;

essendo questi i muscoli, piú soggetti al lavoro, presenterebbero una percentuale piú alta di fibre nel tessuto connettivo.

CONSEGUENZA: carne piú dura.

(ORA DIAMO I NUMERIJ ): in senso figurato:

Se gli animali sono stati alimentati con foraggio fresco, il tessuto adiposo presenterá una colorazione marcatamente gialla; questo dovuto a cosa?- Ve lo dico io!- IL colore è dovuto alla presenza dei caroteni nel mangime. Attenzione oltretutto, il tessuto adiposo contiene vitamina B, e vitamine liposolubili.

Queste ovviamente oltre ad essere importanti per la trasformazione dei carboidrati in glucosio sono importanti per:  il metabolismo dei lipidi e delle proteine. Oltre ad essere essenziali per il normale funzionamento del fegato e del sistema nervoso.

La non assunzione di queste vitamine potrebbe procurare sintomi negativi al nostro organismo e, causare nel tempo seri danni.

Faccio un esempio: una carenza di vitamina del gruppo “B1”potrebbe essere concausa di disturbo del tipo: inappetenza, frequente stanchezza, difficoltá nella respirazione. Per quanto riguarda la sorella e cioè la “B2”, una sua carenza potrebbe essere concausa, di bruciori e prurito. Afte; stomatiti e lesioni frequenti alle labbra e, del cavo orale. Anche nel caso in cui dovesse persistere una insofferenza alla luce del sole, come se avreste la sensazione di avere la sabbia negli occhi; o comunque soffrite di infiammazioni; frequenti, dopo averne parlato con il vostro medico, potreste accorgervi che a causarvi tutti quei fastidi sia proprio lei la maledetta:(LB2). Comunque solo otto di questo gruppo vengono considerate vitamine; e prima di vedere con quali cibi si possono assumere; diamo uno sguardo a come noi piccoli esseri con i nostri vizi comuni, né riduciamo l´assorbimento, ogni giorno; infatti una assunzione smisurata di zuccheri, alcol, fumo, caffè; è concausa di perdita di assorbimento di queste importanti vitamine, da parte del nostro organismo. Questo gruppo di vitamine dalla B alla B12 viaggiano spesso insieme , come un gruppo di ragazzini che prende parte ad una gita scolastica ,in pratica:i ragazzi prendono tutti lo stesso pulmann; cosí loro si scelgono lo stesso alimento come mezzo di locazione; per venire a soddisfare il nostro fabbisogno giornaliero.

Adesso vedremo in quali alimenti è possibile trovarli;    

Di antonio,felice caiazzo
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il cibo degli dei

monalisa hammer antoniocaiazzo

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