Tuesday 26 january 2010
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10:12
ciao mirko:
mi fa sentire bene sapere che il mio consiglio,abbia contribuito a farti prendere la decisione di trasferirti per tre mesi nel regno di sua maestá,"Gualtiero Marchesi".ma fa attenzione a non
farti viziare dai suoi capolavori,nel suo regno "La Franciacorta".
Perché sará per te molto difficile tornare alla normalitá,sará facile commettere l´errore una volta assaggiate le sue specialitá.(Nel caso ti capiterá di gustare piatti di altri chefs´),ti
sentirai in dovere di rapportarle e paragonarle alle portate di Gualtiero.Ti sentirai da critico gastronomico quale sará il tuo futuro lavoro, come uno che ritorna da una crociera "Costa".(
Sei appena tornato) ... ti dovrai riabituare, a sederti ai tavoli di comuni chefs´! Cercando di dimenticare il vissuto di questo periodo.
Perché Gualtiero Marchesi; oltre ad essere un grande secondo me il piú grande,maestro che si possa incontrare nell´ambito del nostro lavoro:I suoi piatti hanno il dono di viziare chi li
mangia.
Come del resto anche la sua terra ti cattura,ti confesso che mi é giá capitato di vagabondare fra i borghi e le colline di quei luoghi incantati.Era una gita di due giorni organizzata da un
grossista enogastronomico, quí del posto... essendo io un suo cliente,e per giunta parlavo anche l ´italiano.... mi chiese di accompagnarlo, doveva chiudere dei contratti per dei vini. La
Franciacorta,come ti posso spiegare!!! Mi sono lasciato rapire volentieri da quei luoghi immersi in una splendita natura, fra specchi d´acqua e colli, sentire le storie delle famiglie,visitare le
loro botteghe, assagiare i loro piatti durante le soste di degustazione,il fascino insolito della gente.... si insolito perché vi era un non so spiegare un qualcosa che veniva fuori dalla
loro tranquillitá. Dovuta probabilmente al carattere stesso della gente, sembrava che il caos quotidiano finisse lí in un mare calmo di tradizioni e storie di famiglie, che hanno saputo
lasciare i loro borghi in simbiosi con la natura.Gente vera genuina, come vero e genuino é sua maestá Gualtiero con la g maiuscola come amo chiamarlo io.É stato un incontro interessante dove
Marchesi ha dato il meglio di se.
per me é stata un esperienza unica,che ripeterei volentieri.
In questi comuni rinomati per la loro dolcezza paesaggistica,circa 240kmq.Che si estendono in 23 comuni da "Adro a Rovato".Una zona della provincia longobarda,l´estremitá meridionale tra
Brescia e l´Iseo,un territorio che si perde tra i fiumi"Melba e Oglio".che la delimitano ad est e ovest.Mentre a nord le colline di "Brione,Polaveno,Monticelli,Brusati,e lo stesso lago di
Iseo .Mentre a sud troviamo l´alta padania superiore.l´Etimologia del nome resta ancora un mistero da scoprire. Oggetto di studio da parte di molti storici che cercano di trovare una
risposta plausibile.
Durante il mio soggiorno a monticelli mentre magiavamo una specialitá del posto ( ricetta del 700)"Le Tinche del lago Iseo al forno."Con polenta solida.Note:( Le Tinche devono essere almeno di
trecento grammi,va fatto un soffritto con due spicchi di aglio mezza cipolla piccola due acciughe,prezzemolo un pó di mollica e di pane grattato,chiodi di garofano,cannella,noce moscata,olio
extravergine di oliva 1 dl.grana padano 100gr.sale q.b. pepe.le tinche vanno aperte sulla schiena,lavate pulite asciugate la farcia;viene eseguita facendo un soffritto con burro
cipolla,acciughe.e aglio,tritate finemente dopo vanno aggiunte le spezie e la grana,il pan grattato prezzemolo,un pochino di vino brut franciacorta rosé,che si puó abbinare volendo anche al
piatto.si farcisce il pesce e si adagia in una teglia di terracotta bagnata con olio e si mette in forno con un paio di foglie di alloro.vanno lasciate in forno a 160 gradi per circa due
ore,servita con polenta dura,"CELESTIALE." caro Mirko davanti ad un chardonnay ed a un piatto tipico alcuni frequentatori di questa osteria ristorante,abitanti del luogo ci spiegarono che una
leggenda lontana attribuiva il nome franciacorta alla conquista di "Carlo Magno" del capoluogo longobardo nel 774;Il conquistatore pose il suo accampamento a Rodengo Saiano.E quando venne il
momento di celebrare la festa di san "Dionigio", che lui voleva fortemente festeggiare a "Parigi", non potendo mantenere la promessa risolse la questione dicendo che questa terra era come una
piccola francia. E cosí ordinó che fosse chiamata.Ovviamente versione puramente popolana, una versione piú accreditata, allude alle "Corti Franche", corti altomedievali.E cioé al fatto,che con
l´arrivo dei Cluminacensi "un ordine monastico che godettero di franchigie(curtes francae.) da lí il nome franciacorta.
Iil vino franciacorta si ottiene dalle uve
chardonnay,pinot nero, e bianco. vino che si ottiene con un minimo di maturazione ed elaborazione di 25 mesi,di cui minimo 18 mesi con fermentazione in bottiglia prima di essere bevuto per dare
il tempo al vino di restare in contatto con i lieviti,e far formare quella colorazione gialla paglierina con riflessi verdognoli,sfumato ma deciso nei sapori e nei profumi che ricordano tanto il
profumo della crosta di pane,e quelle delicate note di frutta secca ,( come la nocciola,la mandorla,le spezie i chiodi di garofano.)Credimi ti lascia una bocca fresca e profumata di sapori che
pian piano vanno scomparendo nella nostra societá. vedrai che alla fine di questo viaggio ti ritroverai ancora piú arricchito.ora ti lascio devo andare a lavoro ciao.