Wednesday 27 january 2010 3 27 /01 /Gen /2010 12:30



Ciao lidia:

mi ha raccontato paolo che siete stati a cortina,ti ringrazio per         l´invito,ma per adesso non mi é possibile,comunque ti ricambiamo   l´invito. magari se paolo vuole venire a far esperienza in germania,
tu e tuo marito potete approfittarne per venire in germania.

comunque per rispondere alla tua domanda,etherel,non é un veleno,
o antiparassitario,quindi non influisce sul frutto,non so perché il farmacista agrario te lo ha consigliato,peró posso dirti che é un composto di sintesi messa a punto in laboratorio, ha il compito di rilasciare etilene in maniera controllata,é solubile in acqua e viene assunto dalle piante. questa sostanza che viene chiamata con il nome etherl in realtá é (2-cloroetilfosfonico).

devi sapere che l´etilene ha il compito nei frutti climaterici di segnalare ai frutti quando é arrivato il momento di ammorbidirsi.
in pratica a che fare con il processo di  maturazione del frutto.

i gruppi che fanno parte di questa famiglia i climaterici sono:
(CACO;MELA;MELONE;MANGO;PERA:BANANE;PESCA)ecc.

mentre i non climaterici sono i frutti come (LIMONI,MIRTILLI,CILIEGIE,LAMPONI,OLIVE,ZUCCA,MELENZANE)
ecc.spieghiamo cosa significa climaterici e non climaterici.
al primo gruppo fanno parte tutti quei frutti che una volta staccati dalla pianta sono in grado su scala di stoccaggio attraverso un procedimento di alzamento di temperatura di ammorbidirsi.mentre al secondo gruppo fanno parte quei frutti che staccati dalla pianta interrompono il processo di maturazione.su alcuni di essi  l´etilene riesce ancora ad intervenire ed a stimolare la degradazione della clorofilla contenuta nella buccia,questo accade nei limoni e nelle arancie.cara lidia mi auguro di essermi spiegato bene, per il resto devi chiedere al tuo tecnico agrario,del perché ti abbia consigliato questa sostanza per il tuo frutteto. ciao salutami paolo e tuo marito anche noi vi vogliamo bene. 
Di antonio,felice caiazzo - Pubblicato in : granelli di sapere
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Tuesday 26 january 2010 2 26 /01 /Gen /2010 10:12




ciao mirko:

mi fa sentire bene sapere che il mio consiglio,abbia contribuito a farti prendere la decisione di trasferirti per tre mesi nel regno di sua maestá,"Gualtiero Marchesi".ma fa attenzione a non farti viziare dai suoi capolavori,nel suo regno "La Franciacorta".

Perché sará per te molto difficile tornare alla normalitá,sará facile commettere l´errore  una volta assaggiate le sue specialitá.(Nel caso ti capiterá di gustare piatti di altri chefs´),ti sentirai in  dovere di rapportarle e paragonarle alle portate di Gualtiero.Ti sentirai da critico gastronomico quale sará il tuo futuro lavoro, come uno che ritorna da una crociera "Costa".( Sei appena tornato) ... ti dovrai riabituare, a sederti ai tavoli di comuni chefs´! Cercando di dimenticare il vissuto di questo periodo.

Perché Gualtiero Marchesi; oltre ad essere un grande secondo me il piú grande,maestro che si possa incontrare nell´ambito del nostro lavoro:I suoi piatti hanno il dono di viziare chi li mangia.

Come del resto anche la sua terra ti cattura,ti confesso che mi é giá capitato di vagabondare fra i borghi e le colline di quei luoghi incantati.Era una gita di due giorni organizzata da un grossista enogastronomico, quí del posto... essendo io un suo cliente,e  per giunta parlavo anche l ´italiano.... mi chiese di accompagnarlo, doveva chiudere dei contratti per dei vini. La Franciacorta,come ti posso spiegare!!! Mi sono lasciato rapire volentieri da quei luoghi immersi in una splendita natura, fra specchi d´acqua e colli, sentire le storie delle famiglie,visitare le loro botteghe, assagiare i loro piatti durante le soste di degustazione,il fascino insolito della gente.... si insolito perché  vi era un non so spiegare un qualcosa che veniva fuori dalla loro tranquillitá. Dovuta probabilmente al carattere stesso della gente,  sembrava che il caos quotidiano finisse lí in un mare calmo di tradizioni e storie di famiglie, che hanno saputo lasciare i loro borghi in simbiosi con la natura.Gente vera genuina, come vero e genuino é sua maestá Gualtiero con la g maiuscola come amo chiamarlo io.É stato un incontro interessante dove Marchesi ha dato il meglio di se.

per me é stata un esperienza unica,che ripeterei volentieri.
In questi comuni rinomati per la loro dolcezza  paesaggistica,circa 240kmq.Che si estendono in 23 comuni da "Adro a Rovato".Una zona della provincia longobarda,l´estremitá meridionale tra Brescia e   l´Iseo,un territorio che si perde tra i fiumi"Melba e Oglio".che la delimitano ad est e ovest.Mentre a nord le colline di "Brione,Polaveno,Monticelli,Brusati,e lo stesso lago di Iseo .Mentre   a sud troviamo  l´alta padania superiore.l´Etimologia del nome resta ancora un mistero da scoprire. Oggetto di studio da parte di molti storici che cercano di trovare una risposta plausibile.

Durante il mio soggiorno a monticelli mentre magiavamo una specialitá del posto ( ricetta del 700)"Le Tinche del lago Iseo al forno."Con polenta solida.Note:( Le Tinche devono essere almeno di trecento grammi,va fatto un soffritto con due spicchi di aglio mezza cipolla piccola due acciughe,prezzemolo un pó di mollica e di pane grattato,chiodi di garofano,cannella,noce moscata,olio extravergine di oliva 1 dl.grana padano 100gr.sale q.b. pepe.le tinche vanno aperte sulla schiena,lavate pulite asciugate la farcia;viene eseguita facendo un soffritto con burro cipolla,acciughe.e aglio,tritate finemente dopo vanno aggiunte le spezie e la grana,il pan grattato prezzemolo,un pochino di vino brut franciacorta rosé,che si puó abbinare volendo anche al piatto.si farcisce il pesce e si adagia in una teglia  di terracotta bagnata con olio e si mette in forno con un paio di foglie di alloro.vanno lasciate in forno a 160 gradi per circa due ore,servita con polenta dura,"CELESTIALE." caro Mirko davanti ad un chardonnay ed a un piatto tipico alcuni frequentatori di questa osteria ristorante,abitanti del luogo ci spiegarono che una leggenda lontana attribuiva il nome franciacorta alla conquista di "Carlo Magno" del capoluogo longobardo nel 774;Il conquistatore pose il suo accampamento a Rodengo Saiano.E quando venne il momento di celebrare la festa di san "Dionigio", che lui voleva fortemente festeggiare a "Parigi", non potendo mantenere la promessa risolse la questione dicendo che questa terra era come una piccola francia. E cosí ordinó che fosse chiamata.Ovviamente versione puramente popolana, una versione piú accreditata, allude alle "Corti Franche", corti altomedievali.E cioé al fatto,che con l´arrivo  dei Cluminacensi "un ordine monastico che godettero di franchigie(curtes francae.) da lí il nome franciacorta.
     Iil vino franciacorta si ottiene dalle uve
chardonnay,pinot nero, e bianco. vino che si ottiene con un minimo di maturazione ed elaborazione di 25 mesi,di cui minimo 18 mesi con fermentazione in bottiglia prima di essere bevuto per dare il tempo al vino di restare in contatto con i lieviti,e far formare quella colorazione gialla paglierina con riflessi verdognoli,sfumato ma deciso nei sapori e nei profumi che ricordano tanto il profumo della crosta di pane,e quelle delicate note di frutta secca ,( come la nocciola,la mandorla,le spezie i chiodi di garofano.)Credimi ti lascia una bocca fresca e profumata di sapori che pian piano vanno scomparendo nella nostra societá. vedrai che alla fine di questo viaggio ti ritroverai ancora piú arricchito.ora ti lascio devo andare a lavoro ciao. 

Di antonio,felice caiazzo
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Friday 22 january 2010 5 22 /01 /Gen /2010 00:00



F.V.G.

Queste terre meravigliose hanno subito attraverso i paesi confinanti un influsso che ne ha condizionato perfino la cucina,parliamo del veneto,troviamo per l´appunto in questa cucina piatti tradizionali di diverse culture come il gulasch ungherese,il riso alla greca,piatti della cultura ebraica,che peró lontano dai luoghi di origine hanno acquistato un carattere del tutto locale.

i veneti hanno saputo inoltre valorizzare i piatti poveri,facendoli diventare col tempo piatti raffinati,come lo "Jota" zuppa di fagioli friulana,potrei parlare per ore senza stancarmi mai,perché oltre ad essere bellissima, é una terra che ha saputo valorizzare le cose semplici  e genuine mi basta pensare al mio amico "trentin",con i suoi "Fasoi e Frumenton".250gr. di fagioli  300 di farina di frumento,4 patate,3 cucchiai di olio di oliva, sale pepe,lardo affumicato battuto e ribattuto,i fagioli vanno messo in ammollo la farina di frumento viene impastata in modo da formare dei granuli non eccessivamente grandi, bollite e schiacciate le patate lasciatele insaporire con il lardo e un pó di cipolla salate pepate q.b. addizzionate i fagioli giá ammollati, aggiungete a metá cottura il prezzemolo,sempre bagnando con del brodo vegetale che verserete un pó per volta quando i fagioli saranno cotti. nel brodo restante cuoceteci per una 15 di minuti i granuli di frumento  che aggiungerete dopo cotti ai fagioli lasciando insaporire servite la zuppa con un vino del luogo. buon appetito
Di antonio,felice caiazzo - Pubblicato in : le mie ricette
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Monday 18 january 2010 1 18 /01 /Gen /2010 13:06


Ciao paolo, a scuola procede tutto per il meglio a quanto pare, i ragazzi li ho sentiti per il primo dell´anno mi hanno telefonato mi hanno riferito che tu ti trovavi con i tuoi a cortina,e che volevi notizie,
che ti posso dire si va avanti,e grazie a voi il mio blog ha raggiunto le settemila visite, per un totale di mille e trcentottantanove iscritti i "fedelissimi"per dirla in termini calcistici, piú gli amici di biz ricetteveloci.it e gli amici di fb.google.e travel.
per un totale di tremila lettori."che io chiamo gli amici".

 un piccolo successo personale che non avrei mai sperato di  raggiungere senza il vostro aiuto.per questo il mio grazie a voi é un  pó piú grande. per quanto riguarda gli gnocchi e le frittelle di  banane, non ti consiglio di usare le banane che usualmente si trovano in commercio da noi, né tantomeno credo che tu possa trovarle in commercio da noi in europa non le ho mai viste,né ho mai visto ingrossi che vendono questa farina.sono banane di forma e tipologia diversa,per farti capire sono piú grandi e di colore piú verde,e come pasta molto piú dura da lí si ottiene la farina che é da considerarsi un alimento gustoso e completo. ma di reperibilitá molto difficile.come le loro cugine sono ricche di potassio contengono poca acqua zuccheri semplici quindi poco indicate per i diabetici e grazie al fatto che contengono poca acqua sono quidi molto indicate,per chi soffre di diarrea,  entrando nel colon vanno ad assorbire il liquido intestinale.questo per quanto riguarda le banane ovviamente non mature,  se la banana ha raggiunto la maturazione,tutto quello che abbiamo detto fino adesso non ha piú valore,inquanto   per opera degli zuccheri          l´effetto si  inverte.é ricca di magnesio é molto calorica settanta chilo calorie per ogni centogrammi, ma da una nota negativa passiamo a tre note positive con il magnesio e il potassio troviamo anche i carotenoidi 
quindi protezione contro i raggi solari,e visione notturna vitamina A.come tu ben sai i carotenoidi una volta ingeriti diventono degli antiossidanti. e questo tipo di carotenoidi in particolare in esso contenute vengono trasformati dalle cellule pancreatiche in vitamina A  inoltre il potassio e il magnesio sono degli elementi che permettono di combattere i crampi notturni, e sono ottimi inseriti nelle  diete, dove possiamo incontrare soggetti affetti  di artrosi o reuma non che guariscono ma allieviano il problema ovviamente sia le malattie che le sindromi vanno curate, sempre dai  vostri medici di fiducia.é un frutto fresco e si trova tutto         l´anno viene raccolto acerbo ed esportato, viene messo in sale di stoccaggio la maturazione viene effettuata in camere apposite con alzamento di temperatura che oscilla dai tredici  gradi quando si effettua lo stoccaggio portanto poi la temperatura in una fase successiva di un massimo di 23 gradi celtius,sono ricche di clorofilla che man mano grazie alla trasformazione degli amidi si perde e il colore verde iniziale lascia spazio al giallo con macchioline di rugine quá e lá sulla buccia." il fenomeno di ossidazione" piú macchioline presenta piú gli amidi prendono sopravvento piú zuccherina diventa il frutto.un tempo quando i trasporti erano lunghi per evitare sorprese venivano spruzzate con un funghicida per non farle ammuffire. ma ancora oggi per accellerare il processo di maturazione vengono spruzzate da un gas  a base di azoto e aminene se ricordo bene e poi viene alzata la temperatura di stivaggio dai tredici ai 23 gradi per facilitare una corretta e uniforme colorazione alle banane.
 CURIOSITÁ: a sapevi che il nome lo prendono dall´ arabo e tradotto in italiano significa dito,inoltre solo in italia ne vengono consumate procapite circa sette kg. all´anno,provengono dal sud america, e dall´africa e si presentono verdi solo all´occhio esperto del produttore. di piú non so dirti questo é quanto mi ricordo, il tempo di stivaggio non supera mai i tre quattro giorni quindi é un frutto che garantisce qualitá oltre alla freschezza. spero di esserti stato di aiuto, ciao  saluta i proffessori e gli amici ciao.
Di antonio,felice caiazzo - Pubblicato in : granelli di sapere
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Thursday 19 november 2009 4 19 /11 /Nov /2009 14:40



Toscana:
culla della cultura italiana che ha segnato il rinascimento italiano in svariati campi,dalla letteratura, all´arte, in poche parole la storia della nostra italia.

una terra che ha contribuito gastronomicamente parlando a rendere famosa anche la cucina francese.perché non tanti di voi sanno che i nostri cugini transalpini molte volte rivendicano alcune ricette,che affondono le radici nella nostra cultura,tipo la salsa madre,chiamata cosí appunto perché madre della piú famosa "Bechamel",o l´anatra all´arancia.chiamato dai francesi "caneton al orange."un classico toscano chiamato dai fiorentini "paparo alla malarancia" ricetta antichissima,approdato come del resto tante altre ricette alla corte francese, grazie a "caterina de medici".
che si portó dall´italia il suo stuolo di cuochi italiani ma questo i francesi non possono ricordarlo.
ANATRA ALL´ARANCIA:
un anatra di media grandezza,salatela q.b.solo internamente ovviamente dopo averla ben pulita e privata di tutte le anteriori.
sciogliete del burro in una padella con bordi alti e ampia,spumate con del vino bianco o meglio ancora con dell´acquavite.quando la carne sará ben dorata.aggiungete un pó di acqua e continuate la cottura per circa 40 minuti,non bucherellate la carne e non girate molto spesso l´anatra,sbucciate un´arancia prendete la scorza possibilmente senza la parte bianca,tagliatela a listarelle e sbollentate le scorzette in acqua bollente,per un minuto.scolatele strizzatele ora vi occorre il succo di due arancie,che andrete a versare nel fondo di cottura quasi a fine cottura,insieme alle scorzette e una puntina di dado in polvere,salate l´esterno        dell´anatra q.b. mettete su un piatto di portata e decorate il piatto con delle fette di arancia e fate in modo che le scorzette vengano adagiate sopre l´anatra e le fette di arancia intorno. usate le arancie rosse siciliane. per aperitivo volendo restare a tema servite un rosso siciliano.

Aperitivo rosso siciliano:
Averna una parte, una parte di succo di arancie rosse spremute.
guarnite il bicchiere con qualche fetta di arancia va servito freddo.

ovviamente la cucina toscana, é anche ribollita,la trippa,bistecca fiorentina,pappa al pomodoro,l´acqua cotta. ma uno dei primi prodotti,sicuramente quello che caratterizza di piú la cucina toscana é il pane senza sale.che secondo me dovrebbe risalire intorno al XII secolo quando i pisani ne bloccarono il commercio. 
Di antonio,felice caiazzo
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il cibo degli dei

monalisa hammer antoniocaiazzo

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